martedì 24 marzo 2026

un pensiero triste

 


 

Sembra che la gente  non abbia piú un pensiero individuale, dicono tutti le stesse cose.

Il pensiero collettivo é la malattia sociale del momento. Siamo come un gregge di pecore, basta che il cane abbai e noi corriamo.

Non avrei mai ritenuto possibile che le persone fossero cosí facili da manipolare.

Leggendo la storia, si apprendono situazioni analoghe ma in periodi dove il popolo soffriva la fame. Oggi non si soffre la fame ma si soffre l’abbondanza. A quanto pare, i sintomi sono uguali anche se il disturbo é diverso.

La totale mancanza di valori etici e di riflessione puó ridurre una societá cosí come é oggi.

Ció che piú mi fa rattristare, e la trascuratezza del nucleo famigliare.

L’interesse per i bambini e per i giovani si é ridotto a soddisfare i loro desideri materiali. Questo non é dare amore,  ma solo un modo per soddifare le ambizioni degli adulti. Non si da piú importanza ad educare i figli ma a farli emergere.

Gli adulti impiegano il loro tempo a guadagnare denaro, per poter soddisfare piú desideri possibili.

La mancanza di amore nella nostra societá mi spaventa. Stiamo crescendo dei giovani svogliati, ignoranti e senza autostima. Non meravigliamoci se poi diventeranno aggressivi.

 

'''''''''''' 

 

Graziella Torboli

2019 

 

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