venerdì 15 dicembre 2017

un'alito di felicitá

 Un’alito di felicitá 

E giunse la notte tanto attesa.
Nel bosco, le fate, i gnomi, le ninfe e gli elfi, si riunirono e si sedettero sul cuscino di  muschio, sotto la grande quercia.  L’aria tiepida della notte, lasciava frusciare le foglie degli alberi e pareva si scambiassero tante carezze.
La Luna, brillava alta nel cielo. I suoi raggi curiosi, cercavano di penetrare nel buio del bosco, per vedere che cosa succedeva.
Regnava un grande silenzio.
Senza alcun preavviso, tutta la vita del bosco si mise in movimento. Le fate, avvolte in veli bianchi iniziarono a volteggiare fra gli alberi, i gnomi solitamente seri e pensierosi, si misero a ballare fra loro mentre gli elfi rincorrevano le lucciole e le ninfe, vestite di rosa dorato, volarono fra i rami degli alberi, dando loro una brillio aureo.
I profumi dei fiori, degli alberi, della terra si intrecciarono fra loro e divennero una sola fragranza.
Gli animali del bosco, sorpresi da tanta gioia, prima rimasero attoniti a guardare, ma  poco dopo, anche loro si unirono a quella gioia improvvisa e iniziarono,  chi a ballare e chi a cantare.
I raggi della luna non sapevano piú chi illuminare, c’érano troppe meraviglie nel bosco.
Infine, si aggiunsero le stelle. Dopo aver dipinto i loro bagliori di mille colori, li lanciarono ovunque, in cielo e sulla terra. Cielo e terra erano in festa , ma perché?

„ È arrivata la felicitá“ disse sorridendo, il vecchio gufo. 

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Buon Natale a tutti.

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Graziella Torboli
Dicembre 2017


martedì 5 dicembre 2017

sulla sinceritá

sulla sinceritá


Io ritengo che:
Essere sinceri con il nostro prossimo sia una cosa giusta, ma ci vuole coraggio.
Essere sinceri con se stessi é fondamentale, ma ci vuole molto..molto piú coraggio.

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Graziella Torboli
Dicembre 2017

sabato 25 novembre 2017

Aria e luce

Buongiorno !


Aria e luce

Raggi di luce
si intrecciano,

la brezza del mattino
li avvolge,

si desta la vita,
brilla la natura

con un profondo
respiro.

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Graziella Torboli

25 nov. 2017

giovedì 23 novembre 2017

pensiero in dialetto rivano

buongiorno


" Tuti i parla tant d'amor,
ma bisoin che i se palpa
per sentir endo lé l'cor."

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Graziella Torboli
23 Nov. 2017

domenica 12 novembre 2017

"tegni duro" poesia in dialetto rivano



„ tegni duro“


„tegni duro“  i diseva i nosi veci,
quan che noi ne lamentevem
o qualcos ne feva mal,

Ghe credevem e tasevem,
e  parevem zo i magoni,
ne  ciucevem le sbrugnade,

„tegni duro“ i ne diseva,
no i laseva vie de mez,
senza  cocole o dolzeti,
ma tegnir i denti streti.

Se creseva a „pan e colpi“
Anca npoc intimoridi,
ma pur semper vispi e vivi.

E la voia de zugar
No la ne paseva mai,
e nventeven na bosia,
per scampar e correr via.

Fevem mile sconderole
Per poder zugar en paze,
se po i veci i ne ciapeva,
en silenzio...se sofriva.

„tegni duro“  sen’tendeva
el „fai da te“ come se usa ancoi
ciapar tut come che el vein
senza pianzer pu de tant.

e cosí aven capí da alora,
che la strada de la vita,
lé na longa rampegada
en poc dura se volem
ma che porta anca del ben.

Sen cresudi, ben o mal,
Senza tante terapie,
e mparem ancora ades,
che a rangiarse e far da soi
no se sbaglia quasi mai.


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Graziella Torboli

12 nov. 2017

sabato 11 novembre 2017

sull'ambizione



Sull’ambizione

Vorrei poter definire questo sentimento come l’ho vissuto nella mia famiglia.
Nell’infanzia, lo si subisce, nell’adolescenza si regge male, poi diventa quasi normale.
Mio padre era ambizioso ma molto emotivo e tenero. Mia madre , al contrario, era ambiziosa e..ambiziosa.
Lei, sosteneva la sua ambizione con l’ideologia fascista e nei suoi discorsi lodava Mussolini. Mio padre non ci teneva alla politica ed aveva vissuto la guerra e le sue conseguenze.
Il dopoguerra li trovó entrambi giovani e pronti a creare un mondo nuovo.
La creativitá di mio padre venne sorretta dall’ambizione di mia madre ed insieme ebbero molto successo.
L’attivitá di mio padre lo portó non solo ad avere successo nel lavoro, ma  coinvolse con le sue idee, tutto l’ambiente intorno a lui.
La sua creativitá e la sua ambizione erano legati alla necessitá di condividere con altri il suo successo. In effetti, ció che lui fece, viene ancora oggi ricordato dalla comunitá.
Mia madre, condivideva l’ambizione di mio padre e lo sosteneva senza sosta. In piú, riversava su di noi le sue aspettative, educandoci con idee fasciste, alimentando cosí la sua insaziabile ambizione.
I miei genitori , il mio vissuto e le conseguenze, sono il motivo centrale che mi ha spinto a riflettere sull’ambizione.
Ho notato una differenza fra i due comportamenti. Mio padre, membro attivo nel lavoro, godeva del suo successo rimanendo peró, con i piedi a terra,  mantenendo vive e autentiche le sue emozioni .
Mia madre, membro passivo nel lavoro,  lasció espandere la sua ambizione ovunque, senza pensare ad altro. Era come una cieca. Non riusciva piú a vedere oltre se stessa.
Una donna, che ha vissuto, con o per, un’immagine virtuale di se stessa.

Inevitabilmente, noi figli, fummo sommersi da problemi non facili da risolvere.
Una madre narcisista e fascista, non é facile da metabolizzare.

Mi viene da pensare: alla differenza  fra emozione e ambizione.
Non voglio dire che l’ambizione sia negativa,  ma va dosata in modo equo . Quando le diamo la prioritá su tutto il resto, diventa distruttiva perché soffoca e copre tutte le nostre emozioni . L’ambizione é molto piú forte delle emozioni e ci svuota la vita.

Le emozioni, al contrario, la riempiono.
 
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Graziella Torboli
11 nov 2017