sabato 22 febbraio 2020

L'anima sussurra

 
 L’anima sussurra


Ma...........
Non ti basta, vivere i fatti che sempre si ripetono?
Non ti basta, lasciarti ferire e ingiuriare?
Non ti basta, fingere di perdonare?
Non ti basta, autoconvincerti di essere superiore a certe bassezze?

No, non ti basta.

La tua sofferenza permane e grida vendetta.
Ma questa, non é una doppia sofferenza?
Perché ti punisci in tal modo?

Quando imparerai a capire che la tua sofferenza,
nasce da ció che ti aspetti?
nasce dal tuo modo di vedere?
nasce dal tuo modo di sentire?
nasce forse da un’ illusione?

Metti fine a queste sofferenze inutili,
rifletti su di te e indaga,
se non troverai subito una risposta,
proverai almeno sollievo.

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Graziella Torboli
febbraio 2020

mercoledì 22 gennaio 2020

pensiero all'alba




Pensiero all'alba



Sto pensando alla Vita.......alla Vita che ci viene  mostrata dai Media, notizie,  immagini, commenti . Vita frenetica e violenta.
Successi,  vincite,  rivalitá,  ricchezza. Corsa alla vetta del materialismo. Guerre , miseria,  lacrime.
Mi sto chiedendo se  questo é il nostro Progresso. Si, certo , é un progresso  contro  la Vita.
Progrediamo in una direzione con grandi paraocchi che ci evitano di osservare quello che ci circonda, dandoci una visione di Vita parziale che ci strema e non dona felicitá.
La sete di Potere , la lotta al Potere......é pari ad una grande nuvola vulcanica che oscura la luce della nostra ragione.
Quello che noi chiamiamo „Progresso“ si riduce ad un enorme materialismo che ci rende egocentrici e avidi.
Mi viene da fare un paragone:
Siamo come un roseto malato. Le piante di rose crescono a dismisura, fanno foglie e boccioli, ma i boccioli appassiscono prima di sbocciare, le foglie si macchiano e cadono. La pianta continua a crescere, nuovi boccioli secchi, nuove foglie macchiate. Il roseto non é in grado di donare colore, profumo, bellezza.
Ha bisogno di cure.!
Anche la nostra societá ha bisogno di essere curata, da una malattia che la rende indifferente alla propria Vita e a quella degli altri.


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Graziella Torboli
gennaio 2020
 

sabato 14 dicembre 2019

Auguri 2019

Buon Natale e Buon Anno a chi conosco e a chi non conosco. AUGURI AUGURI AUGURI!!!!!!!!!!!!

Graziella Torboli - Dic. 2019

giovedì 7 novembre 2019

sogno d'amore



Sogno d’amore


Torni dal passato
silenzioso e lieve
su raggi di luna

nella notte amica
Cerchi il mio sonno,
nei miei sogni , vivi.

Lasci scorrere
L’amore
Che tenevi occulto
In cuore,

il tuo sguardo
luminoso
parla piú delle parole,

e mi avvolge
in grande gioia,
come il sorger
dell’aurora.

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Graziella Torboli

nov. 2019




sabato 21 settembre 2019

pensiero sul rancore



Pensiero sul rancore

Il rancore vive del passato ma agisce nel presente.
È un’ombra funesta che oscura le percezioni e le emozioni che si vivono, e questo condizionamento si rivolta verso noi stessi.
Nella nostra memoria c´é tutto ció che abbiamo vissuto ed é umano ricordare gioie e dolori.
Portare rancore a qualcuno per i torti o le ferite subite non ci aiuta, ma ci incita a nutrire una sofferenza senza fine.
Il rancore é una forma di cecitá per la quale non esistono occhiali o cure mediche. Dipende solo da noi,  permettere  alla luce dell’anima di affievolirsi, impedendoci cosí di vedere e godere il presente, per quello che é.


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Graziella Torboli
20 sett. 2019

giovedì 5 settembre 2019

sulla diffidenza



Sulla diffidenza    

Mondo grigio,
avvolto nella nebbia,
sguardi ambigui,

ombre vaganti
a capo chino,
come un campo
di girasoli secchi.

Triste la vita,
senza luce la vita,
senza fiducia i cuori,
ma credono di vivere.


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Graziella Torboli
settembre 2019

mercoledì 17 luglio 2019

il viaggio a Roma



Una storiella realmente accaduta


Il viaggio a Roma


Il giorno del suo sessantesimo compleanno, John si ripromise di fare un viaggio. Da tanti anni portava in cuore e nella mente un desiderio ed era quello di andare a Roma. Voleva vedere la cittá eterna ( come si suol dire).
John non si era mai sposato. Viveva solo, in una villetta con giardino adiacente, che lui curava con grande passione.. Lavorava come contabile in un ufficio notarile, e la sua vita era fatta di piccole abitudini e di continuita´. Era una persona tranquilla e i suoi vicini lo stimavano. Non aveva molti amici, ma il sabato sera si trovava sempre al Pub con dei colleghi. John era nato e cresciuto a Brampton, una cittadina inglese, situato in una valle circondata da verdi colline.
Lui amava la sua cittá  e a parte un paio di viaggi a Londra o a Newcastle, non aveva mai sentito il desiderio di viaggiare poiché Brampton era il suo paese ideale e ci viveva bene.
Il sogno segreto, che portava in se da molti anni, era quello di andare a Roma. Tale sogno non lo aveva mai svelato a nessuno. Un sogno é un sogno, che
al suo sessantesimo compleanno decise di realizzare - o adesso o mai piú- si disse John. Non sono ancora troppo vecchio per intraprendere un lungo viaggio.-
Per delle settimane non fece che leggere opuscoli di cittá e carte stradali per organizzare il suo viaggio. Era una persona molto precisa e coscienziosa.
Tutti i vicini avevano appreso di questo suo viaggio e lui non poteva fare un passo fuori casa senza incontrare qualcuno che li chiedeva questo o quello o che li augurava buona viaggio. Tutti curiosi - si diceva John ridendo. Tuttavia si divertiva ad essere al centro dell’attenzione del paese.
Dopo aver fatto ispezionare la sua macchina e organizzato per filo e per segno il suo viaggio, arrivó il giorno della partenza.
Il percorso fino a Roma contava  poco piú di 2000 km. e dunque decise di prenotare dei pernottamenti lungo la strada:avrebbe  attraversato la Francia, un piccolo tratto di Svizzera e infine arrivato in Italia, puntando verso Roma.
Il giorno della partenza attivó il suo navigatore scrivendo come punto d’arrivo –
Rom -  Rimase a guardare per pochi attimi la parola che aveva scritto. Non riusciva ancora a credere che il giorno tanto atteso fosse giunto.

Si mise in viaggio.
Fino al suo arrivo in Francia andó tutto a gonfie vele. John sognava e non vedeva l’ora di arrivare nella cittá desiderata. Roma !
In Francia, il navigatore a insaputa di John, fece un pó di confusione. Forse non fu colpa del navigatore perché lui non poteva sapere che Rom non éra  Roma.
Fu cosí che John, anziché scendere  verso il sud della Francia,  fu condotto  verso la Germania. Forse John se ne accorse, ma  non se ne preoccupó perché il suo navigatore non lo aveva mai deluso prima d’ora e si sentí al sicuro.
Guidó alcune ore attraversando delle  Cittá. Poi il  paesaggio cambió e parve che non ci fossero altro che colline coperte da fitti boschi, pinete secolari e graziosi  paesini che si potevano solo immaginare, perché di loro non si vedeva che la punta di un campanile e qualche tetto rosso, tanto da sembrare  sprofondati nei boschi.
John, guardava assorto il panorama,  continuó imperterrito a guidare dove indicó il suo navigatore.
Verso sera, vide finalmente un cartello stradale con la scritta  -Rom -.( si trova nella regione Nordrein Westfalen in Germania).
-Sono arrivato- pensó John. Fermo´la macchina poco dopo il cartello che indicava la cittá. Ma questa non si vedeva. Scese e ammiró il panorama. Boschi, boschi, colline e ancora boschi.  Guardando fra gli alberi, che crescevano sul ciglio della strada, individuó dei tetti che sbucavano dal bosco nella valle sottostante. Una piccola insicurezza si stava insinuando nella sua mente. Ma é Roma questa? Non é possibile. Sulle foto era molto diversa e molto piú grande. „Sará forse dietro la collina?“ Pensó John.
Era cosí intento a guardare e sorpreso dall’inaspettato panorama, da non accorgersi che la sua macchina si era messa in movimento. Per distrazione aveva dimenticato di azionare il freno a mano. Quando vide la sua macchina scendere lentamente la discesa, cerco´di fermarla, ma purtroppo non ci riuscí e la macchina si fermó da sola sbattendo contro il cartello di benvenuto alla cittá e abbattendolo. Nel tentativo di salvataggio, John si  procuró una ferita, ai piedi e al braccio, cosí fu portato in ospedale dalla polizia che era stata avvertita dell’incidente da un viaggiatore di passaggio.
John fu ricoverato per due giorni all’ospedale nei pressi di Rom ( nel paesino non éra presente un’ospedale) dove raccontó l’accaduto a chi gli stava intorno, riuscendo a divertire tutto l’ospedale.

Non ho mai saputo se John continuó il suo viaggio verso  Roma, ma penso proprio di si. Era cosí deciso......


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Graziella Torboli
14 luglio  2019