giovedì 7 novembre 2019

sogno d'amore



Sogno d’amore


Torni dal passato
silenzioso e lieve
su raggi di luna

nella notte amica
Cerchi il mio sonno,
nei miei sogni , vivi.

Lasci scorrere
L’amore
Che tenevi occulto
In cuore,

il tuo sguardo
luminoso
parla piú delle parole,

e mi avvolge
in grande gioia,
come il sorger
dell’aurora.

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Graziella Torboli

nov. 2019




sabato 21 settembre 2019

pensiero sul rancore



Pensiero sul rancore

Il rancore vive del passato ma agisce nel presente.
È un’ombra funesta che oscura le percezioni e le emozioni che si vivono, e questo condizionamento si rivolta verso noi stessi.
Nella nostra memoria c´é tutto ció che abbiamo vissuto ed é umano ricordare gioie e dolori.
Portare rancore a qualcuno per i torti o le ferite subite non ci aiuta, ma ci incita a nutrire una sofferenza senza fine.
Il rancore é una forma di cecitá per la quale non esistono occhiali o cure mediche. Dipende solo da noi,  permettere  alla luce dell’anima di affievolirsi, impedendoci cosí di vedere e godere il presente, per quello che é.


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Graziella Torboli
20 sett. 2019

giovedì 5 settembre 2019

sulla diffidenza



Sulla diffidenza    

Mondo grigio,
avvolto nella nebbia,
sguardi ambigui,

ombre vaganti
a capo chino,
come un campo
di girasoli secchi.

Triste la vita,
senza luce la vita,
senza fiducia i cuori,
ma credono di vivere.


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Graziella Torboli
settembre 2019

mercoledì 17 luglio 2019

il viaggio a Roma



Una storiella realmente accaduta


Il viaggio a Roma


Il giorno del suo sessantesimo compleanno, John si ripromise di fare un viaggio. Da tanti anni portava in cuore e nella mente un desiderio ed era quello di andare a Roma. Voleva vedere la cittá eterna ( come si suol dire).
John non si era mai sposato. Viveva solo, in una villetta con giardino adiacente, che lui curava con grande passione.. Lavorava come contabile in un ufficio notarile, e la sua vita era fatta di piccole abitudini e di continuita´. Era una persona tranquilla e i suoi vicini lo stimavano. Non aveva molti amici, ma il sabato sera si trovava sempre al Pub con dei colleghi. John era nato e cresciuto a Brampton, una cittadina inglese, situato in una valle circondata da verdi colline.
Lui amava la sua cittá  e a parte un paio di viaggi a Londra o a Newcastle, non aveva mai sentito il desiderio di viaggiare poiché Brampton era il suo paese ideale e ci viveva bene.
Il sogno segreto, che portava in se da molti anni, era quello di andare a Roma. Tale sogno non lo aveva mai svelato a nessuno. Un sogno é un sogno, che
al suo sessantesimo compleanno decise di realizzare - o adesso o mai piú- si disse John. Non sono ancora troppo vecchio per intraprendere un lungo viaggio.-
Per delle settimane non fece che leggere opuscoli di cittá e carte stradali per organizzare il suo viaggio. Era una persona molto precisa e coscienziosa.
Tutti i vicini avevano appreso di questo suo viaggio e lui non poteva fare un passo fuori casa senza incontrare qualcuno che li chiedeva questo o quello o che li augurava buona viaggio. Tutti curiosi - si diceva John ridendo. Tuttavia si divertiva ad essere al centro dell’attenzione del paese.
Dopo aver fatto ispezionare la sua macchina e organizzato per filo e per segno il suo viaggio, arrivó il giorno della partenza.
Il percorso fino a Roma contava  poco piú di 2000 km. e dunque decise di prenotare dei pernottamenti lungo la strada:avrebbe  attraversato la Francia, un piccolo tratto di Svizzera e infine arrivato in Italia, puntando verso Roma.
Il giorno della partenza attivó il suo navigatore scrivendo come punto d’arrivo –
Rom -  Rimase a guardare per pochi attimi la parola che aveva scritto. Non riusciva ancora a credere che il giorno tanto atteso fosse giunto.

Si mise in viaggio.
Fino al suo arrivo in Francia andó tutto a gonfie vele. John sognava e non vedeva l’ora di arrivare nella cittá desiderata. Roma !
In Francia, il navigatore a insaputa di John, fece un pó di confusione. Forse non fu colpa del navigatore perché lui non poteva sapere che Rom non éra  Roma.
Fu cosí che John, anziché scendere  verso il sud della Francia,  fu condotto  verso la Germania. Forse John se ne accorse, ma  non se ne preoccupó perché il suo navigatore non lo aveva mai deluso prima d’ora e si sentí al sicuro.
Guidó alcune ore attraversando delle  Cittá. Poi il  paesaggio cambió e parve che non ci fossero altro che colline coperte da fitti boschi, pinete secolari e graziosi  paesini che si potevano solo immaginare, perché di loro non si vedeva che la punta di un campanile e qualche tetto rosso, tanto da sembrare  sprofondati nei boschi.
John, guardava assorto il panorama,  continuó imperterrito a guidare dove indicó il suo navigatore.
Verso sera, vide finalmente un cartello stradale con la scritta  -Rom -.( si trova nella regione Nordrein Westfalen in Germania).
-Sono arrivato- pensó John. Fermo´la macchina poco dopo il cartello che indicava la cittá. Ma questa non si vedeva. Scese e ammiró il panorama. Boschi, boschi, colline e ancora boschi.  Guardando fra gli alberi, che crescevano sul ciglio della strada, individuó dei tetti che sbucavano dal bosco nella valle sottostante. Una piccola insicurezza si stava insinuando nella sua mente. Ma é Roma questa? Non é possibile. Sulle foto era molto diversa e molto piú grande. „Sará forse dietro la collina?“ Pensó John.
Era cosí intento a guardare e sorpreso dall’inaspettato panorama, da non accorgersi che la sua macchina si era messa in movimento. Per distrazione aveva dimenticato di azionare il freno a mano. Quando vide la sua macchina scendere lentamente la discesa, cerco´di fermarla, ma purtroppo non ci riuscí e la macchina si fermó da sola sbattendo contro il cartello di benvenuto alla cittá e abbattendolo. Nel tentativo di salvataggio, John si  procuró una ferita, ai piedi e al braccio, cosí fu portato in ospedale dalla polizia che era stata avvertita dell’incidente da un viaggiatore di passaggio.
John fu ricoverato per due giorni all’ospedale nei pressi di Rom ( nel paesino non éra presente un’ospedale) dove raccontó l’accaduto a chi gli stava intorno, riuscendo a divertire tutto l’ospedale.

Non ho mai saputo se John continuó il suo viaggio verso  Roma, ma penso proprio di si. Era cosí deciso......


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Graziella Torboli
14 luglio  2019

mercoledì 29 maggio 2019

la mia, la tua, la nostra rabbia



La mia, la tua, la nostra rabbia

Cosa é la rabbia? Da dove viene?  Che cosa fa?

La rabbia é un piccolo  tzunami di emozioni  rimosse, che nutre gelosie , invidie e forti rancori.

Nella rabbia sono incluse  ferite non guarite,  torti subiti, disamori, abusi, inganni,  indifferenza e molti fatti subiti con  e senza il nostro consenso.

Sono molte le cose spiacevoli che pulsano  dentro di noi e che  non ci fanno stare bene. Ecco perché penso, che la rabbia dipenda  da chi la prova e meno  da chi la provoca.
Se sottovalutiamo i fatti che ci feriscono,  accumuliamo  rabbia  senza rendercene  conto.
Il malessere  provocato dalla rabbia  si insinua nella  nostra indole  e modifica in modo negativo la nostra visione di vita.

Gli sfoghi di rabbia  sono la prova di come noi  cerchiamo di alleviare il fardello di ricordi dolorosi,  ma purtroppo  senza successo, perché lo sfogo porta solo scompiglio ma non sollievo.

La rabbia é subdola . Ci fa sentire forti e giusti, mentre invece  lei é solo il riflesso di un grido di dolore per le ferite che ci torturano,  ma  che noi da tempo,  abbiamo  smesso di occuparcene.  
Io ritengo,  che sarebbe salutare per tutti noi una seria riflessione sulle nostre rabbie e sulla loro origine.

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Graziella Torboli 
maggio 2019.




lunedì 6 maggio 2019

sul razzismo



Sul razzismo


Il razzismo  non é un nuovo sintomo, ma attualmente  infesta il mondo.
La rivalitá fra i popoli  c’é sempre stata, ma la rivalitá é anche razzismo?
O il razzismo lo abbiamo scelto noi per colmare i vuoti di autostima che abbiamo ottenuto con il nostro materialismo?
Il razzismo si nutre di presunzione, ignoranza e paura.

Provare simpatia o antipatia per una persona, é un sentimento che tutti conosciamo e che umanamente parlando, non é facile da evitare.

Ma da questo, alla discriminazione di persone o popoli ci vuole molto di piú.

Ed é proprio questo „di piú“ che mi spaventa. Perché questo „ di piú“  é quello che ci fa sentire falsamente forti, che ci da diritti che non abbiamo, e che diventa  presunzione.

La diversitá dovrebbe sollecitare la nostra curiositá e non sollecitare la discriminazione. Ma quando subentra l’ignoranza, l’indifferenza, e la paura, evitare il razzismo é impossibile.

Possiamo non essere d’accordo con altre culture, regimi o religioni, ma chi ci da il diritto di discriminarle?

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Graziella Torboli
6 maggio 2019


venerdì 12 aprile 2019

È o .....èra




È o...èra


Cercare nel passato
Non porta beneficio,
ti lascia stanco e oppresso,
e mai felice o alato,

guardare al futuro
é pura utopia,
inutili pensieri
che ingombrano la via

lasciamo che il presente
ci apra cuore e mente,
vedremo che la vita
é tutta un grande evento.

Guardiamo in alto, in basso
E tutto intorno a noi,
nulla si ripete,
ma tutto si trasforma,

È questo il gran segreto
Che ci svela la natura,
seguire il cambiamento
é il grande avvenimento.


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Graziella Torboli

12 aprile 2019