martedì 13 ottobre 2020

riflessione all'alba

 

 

Riflessione all'alba

Mi piacerebbe tanto scoprire, quanto io sia sincera con me stessa. Vorrei vedermi allo specchio della mia anima. Sono pronta a scoprire la mia parte oscura? Sto crescendo o giustificando la parte di me che non voglio vedere? 

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Graziella Torboli 

ottobre 2020

mercoledì 16 settembre 2020

il virus

Il virus 

Da sei mesi, il panico per il nuovo virus ha sostituito la leggerezza di vivere portando un grave peso sul nostro stato d’animo. Mi sento appesantita e affaticata da questa nuova realtá. Mi chiedo, fin quando durerá? 

Se voglio essere sincera, in passato, ho avuto spesso l’immagine del mondo in cui viviamo e ho pensato: fin quando durerá? La Vita é stata sostituita dal materialismo. I valori di Vita sono spariti o quasi. Come possiamo recuperarli? Possiamo vivere senza etica, senza educazione, senza cultura, senza limiti? Ecco una definizione adeguata al nostro tempo. I limiti. Cosa sono i limiti? I nostri limiti. Limiti materiali? Limiti fisici? Limiti intellettuali? Limiti caratteriali? Limiti morali? 

Io mi rivolgo ai limiti in generale. Il nostro limite é una linea di misura che ci permette di agire o non agire secondo le possibilitá del momento e la nostra responsabilitá. Superare i propri limiti!! Lo slogan del momento. Ma perché? Per raggiungere dei Record? C’é un detto che viene spesso citato: „conoscere i propri limiti per poi superarli“.  Ma chi di noi conosce veramente i propri limiti? Questa conoscenza é la ricerca di una vita intera. Conoscere i propri limiti e accettarli é un fatto essenziale. I nostri limiti sono la guida a reagire a fatti o situazioni che incontriamo. 

La Vita ci propone sempre nuove sfide e le possiamo superare solo con l’aiuto di quelle giá superate. Questo dimostra che l’equilibrio dei nostri limiti viene sollecitato passo dopo passo, non come fosse un’atto di coraggio forzato o un ordine da eseguire per sentirci arditi. Superare i limiti é una frase senza senso. È meglio dire, imparare a riconoscere i nostri limiti. Se ci guardiamo intorno con gli occhi ben aperti, vediamo una societá infelice. Una societá che corre senza limiti alla ricerca del benessere materiale e non del benessere dell’essere o di quello che la vita, giorno dopo giorno ci dona. 

Ma il virus che cosa ci sta dicendo? Fermatevi ! Non riconoscete i limiti?

È tempo di riflettere. 


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Graziella Torboli 
Settembre 2020

martedì 18 agosto 2020

Viola e il gatto



Viola e il gatto 

aneddoto di famiglia

Viola vive in una casetta ai margini di una cittadina situata fra verdi colline.
Si era trasferinta in questa cittadina dopo aver vissuto per alcuni anni nel centro di una grande citta`. Lei e suo marito Giorgio, avevano deciso di acquistare una casetta con giardino, per dar modo al loro figlio Federico di crescere in un ambiente sano e in libertá. Per Viola, che amava la grande cittá dove era nata e cresciuta, questa decisione non fu facile.
Viola e`una persona singolare, dotata di un’indole solare e di una percettibilitá non comune. Sa ascoltare, é molto paziente, ed ogni piú piccolo evento la sorprende, l’affascina.....o la impressiona.

Adempiere ai lavori casalinghi non e` la sua grande passione, mentre invece, arredare la casa e curare il giardino le piace molto. Con l’aiuto del marito si erano sistemati molto bene e lui aiutava dove poteva. Viola amava il giardino ma non aveva molta pratica per questo lavoro, tuttavia imparó molto chiedendo consigli ai vicini. Grazie a questo, fece amicizia un pó con tutti e imparó poco a poco perfino a gestire un piccolo orto.

Con gli animali non aveva dimestichezza, non aveva mai avuto modo di averne uno in casa e non gli mancava questa compagnia, ma provava molto rispetto per loro.

Un giorno, rientrando in casa dopo aver lavorato in giardino, vide un gatto nel vestibolo.
Lo guardó fra sorpresa e spaventata.
Il gatto , seduto sul pavimento la fissava.

Viola rimase ferma sulla soglia di casa a pensare come affrontare il gatto.. Non sapeva cosa fare e decise di tornare in giardino dove Federico stava giocando. Passeggió alcuni minuti meditando, poi decise di telefonare a sua sorella che abitava in cittá per chiedere un consiglio. La sorella sentendo la voce agitata di Viola si spaventó e chiese subito che cosa fosse accaduto. „C’é un gatto in casa mia e non so come entrare. Lui mi fissa con occhi impavidi e sta fermo nel vestibolo, sembra deciso a non farmi entrare.“ Disse Viola tutto d’un fiato.  La sorella, sorpresa e divertita,  cercó di tranquillizzarla, ma non vi riuscí. Viola continuava a ripetere che il gatto la guardava in modo strano e le faceva paura. Viola era troppo agitata per discutere su come trattare il gatto, e come farlo uscire di casa. Lei aveva paura dello sguardo del gatto che sentiva imprevedibile.

Quando Viola, dopo aver parlato con la sorella, tornó davanti alla porta di casa guardando con circospezione nel vestibolo, il gatto era sparito.
Dove sará mai andato? Pensó Viola, preoccupata. Poteva essere ovunque e lei non si sentiva tranquilla.
Decise di andare con Federico a perlustrare la casa.
Piano terra, il gatto non c’era.
Primo piano, il gatto non c’era.
Secondo piano, nello studio di suo marito vide il gatto, stava seduto sulla fotocopiatrice.
La vista del gatto la spaventó e rimase ferma sulla soglia, con Federico vicino a lei
Il gatto era immobile e la guardava. Viola  fu presa dal panico. Cosa fare?
Decise di avere pazienza e sedette con suo figlio in una sedia a dondolo difronte al gatto. Viola pensava, che il gatto forse era spaventato e rimanendo tutti in silenzio avrebbe potuto  comunicare con lui e trasmettele che lei non aveva affatto cattive intenzioni, sperando cosí, che se ne sarebbe andato. Non fu cosí. Mentre i due dondolavano lentamente, guardando verso il gatto,  lui si addormentó.
Il tempo passava e Viola si sentiva sempre piú confusa e insicura.
Arrivó il marito dal lavoro. Viola lo chiamó al piano superiore e li chiese aiuto per far uscire il gatto. Giorgio, molto pragmatico, consiglió di prendere una coperta, per evitare eventuali graffi, gettarla sul gatto e portarlo fuori. Viola reagí con un grido di sdegno, „ Ma povero gatto, si spaventerebbe troppo“ alché, Giorgio si ritiró dall’impresa e scese in salotto a riposare sul divano.
Viola, Federico e il gatto rimasero soli. Il gatto  si era risvegliato e  immobile sulla fotocopiatrice, guardava con aria di sfida Viola e Federico che dondolavano lentamente sulla sedia a dondolo.

Viola decise di chiedere aiuto ad una vicina di casa. Le telefonó chiedendo se lei avesse un gatto. No, rispose la vicina e chiese perché lo domandasse. 
Viola le raccontó l’accaduto e la vicina incuriosita volle andare subito da lei per valutare la situazione, non prima peró, di aver preso del cibo per gatti da un’altra vicina .
La vicina arrivó. La scena si svolse senza rumori improvvisi per non spaventare il gatto.  Con passo felpato e a dovuta distanza,  porse gentilmente un piattino con il cibo davanti al gatto. Il gatto non spreco´uno sguardo al cibo, continuando a fissare Viola e la vicina. 
Federico dondolava sulla sedia e stava zitto. Giorgio dormiva in salotto a piano terra.

Viola e la vicina non sapendo cosa fare, ebbero l’idea di fotografare il gatto e mandare la foto a conoscenti in paese per individuare un eventuale padrone del gatto.
Ci furono molti scambi di messaggi e varie telefonate ma non ebbero successo.

Viola rimasta sola, la vicina dovette tornare dalla sua famiglia per cucinare la cena, si sentiva sempre piú impotente su come uscire da quella situazione.
Stava ormai da ore nella stanza a guardare il gatto.
Nel frattempo, la foto del gatto aveva fatto il giro di quasi tutti i telefonini del paese e guarda caso, un bambino lo aveva riconosciuto..
Viola venne subito contattata. Mai una notizia fu piú liberatoria.

Arrivó il bambino e con tutta naturalezza spiegó che il gatto apparteneva ad un suo amico. Lo accompagnarono nella stanza e lui, senza indugio, si avvicinó alla fotocopiatrice, prese il gatto in braccio e se ne andó soddisfatto.
Viola si sentí finalmente sollevata e si accorse di avere fame.
Aveva dimenticato la cena. Guardó l’ora. Erano le ore 22.


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Graziella Torboli
Agosto 2020



venerdì 31 luglio 2020

la mia vanità



La mia vanità


La vanità  mi molesta,  la sento ma non la vedo,  mi confonde, mi limita, mi illude, distorge  la mia percettibilità.

Piú la ignoro e piú si attiva.

Voglio vedere  la mia vanità, guardarla bene , conoscerla  e imparare  ad accettarla.
Lei non può scomparire,  fa parte di me, ma posso limitare la sua influenza con la mia consapevolezza.

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Graziella Torboli

31 luglio 2020

martedì 7 luglio 2020

il dominio del denaro



Il dominio del denaro

Masse in movimento,
cervelli che camminano,
legati l’un l’altro,
come prigionieri,

masse di ombre,
nella notte oscura,
niente orizzonte,
niente cielo,
niente limiti,

Un’ enorme banconota,
si erge nello spazio,
dirige il loro sguardo,
il loro cammino,
la loro vita senza luce.

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Graziella Torboli

Luglio 2020


mercoledì 10 giugno 2020

la sfida



La sfida


Volevo essere, ma non ero,
Credevo di essere, ma non ero,

Volevo essere,
Credevo di essere,

Illusione,
Inganno,

lacrime amare,
tristezza, solitudine,

Essere o non essere,
La sfida di una vita.

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Graziella Torboli
Giugno 2020

giovedì 7 maggio 2020

intelligenza e consapevolezza



Intelligenza e consapevolezza


Lo sviluppo della nostra intelligenza ci ha portato a scoperte ingegnose e a ingenti profitti materiali.

Ma a che servono i grandi profitti materiali se non ci bastano mai?
Siamo consapevoli di ció che accade intorno a noi o fingiamo di non vedere per non sentirci responsabili?

L’ intelligenza, non sorretta dalla consapevolezza diventa un „ buco nero“.


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Graziella Torboli
Maggio 2020