lunedì 5 gennaio 2026

Viola e Sassa

 

 

Viola e Sassa  

 

L’inverno era giunto e il freddo si faceva sentire. La festa di Natale si stava avvicinando. Viola intendeva trascorrere le feste da sua madre che abitava in Italia.  Il giorno prima della partenza, sarebbe giunta sua sorella Giulia con la macchina e sarebbero partite insieme. Veramente, anche l’altra sorella Monica, voleva partire con loro ma causa l’influenza dovette rinunciare al viaggio. Sarebbero partite in due, con il figlio Carlo e la cagnetta Sassa.

Era tempo di fare i bagagli e in casa c'era un inconsueto nervosismo. Viola, che lavorava alle pubbliche relazioni in una ditta, era stata occupata tutto il tempo e non aveva avuto modo di mettere ordine in casa. Andava avanti e indietro e cercava di fare del suo meglio ma mentre si spostava da una stanza all’altra veniva seguita da Sassa che con il suo intuito di cane sentiva che stava succedendo qualche cosa di insolito e molto sgradito per lei. La seguiva tremando e mugolando facendo inciampare Viola più di una volta. Sassa é una cagnetta molto tranquilla e docile ma ha il terrore dei viaggi in macchina. Viola non aveva la macchina perché nonostante avesse la patente aveva paura di guidare. Questo andava bene per Sassa e quando Viola doveva spostarsi veniva sua sorella Giulia con la macchina, cosa che per Sassa era una tragedia. Anche lasciarla un paio di giorni dai vicini era un grande problema perché Sassa dimostrava il suo stress tremando tutto il tempo senza sosta.

Il giorno della partenza fu molto difficile far salire Sassa in macchina, scappava ovunque e tremava come una foglia in tempesta. Viola era molto preoccupata per il cane e temeva che le venisse un infarto, ma finalmente, ben più tardi del previsto, riuscirono a partire.

Durante il viaggio Sassa non disturbava nessuno, stava accucciata ai piedi di Viola e tremava. Si fermarono ad un distributore e lasciarono brevemente fare una corsetta al cane. Ma una piccola disattenzione fece si che Sassa scappò.

Grande agitazione e paura che il cane, nella sua corsa, andasse verso l’autostrada. Ma anche questa piccola avventura andò bene e si rimisero in viaggio.

Viola sedeva sul sedile posteriore perché suo figlio Carlo soffriva di mal d’auto e doveva sedere davanti.

Il viaggio continuò bene. Viola osservava di tanto in tanto Sassa che giaceva sonnecchiante e tremante ai suoi piedi.

Anche Viola fu presa da un leggero torpore e riuscì a rilassarsi.

Fra un torpore e l’altro osservava Sassa che continuava a cambiare posizione.

Ad un certo punto si accorse che Sassa teneva la testa sotto il sedile anteriore e aveva smesso di tremare. Le sembrava una posizione insolita e si preoccupò.

Viola provò a toccarla leggermente con la mano, ma Sassa non ebbe nessuna reazione.

La toccò ancora ancora una volta, nessuna reazione.

Viola cercava di non innervosirsi ma lo fece. Sempre più spesso guardava giù verso Sassa ma non si fidava più a toccarla   pensando con terrore che poteva essere morta. 

Giulia, che guidava, ogni tanto parlava con Viola e con Carlo per distrarsi un po' ma Viola non riusciva a conversare perché nel frattempo si credeva seduta vicina ad un cadavere.

La sua fantasia non le dava tregua. Guardava il cane ai suoi piedi e pensava: sto in macchina con un cane morto, come faremo quando arriviamo?

La mia povera Sassa é morta di paura e mi sento in colpa. - Non disse nulla a Giulia per non agitare anche lei. Ma cosa avrebbe potuto fare sua sorella? Tirare fuori il cadavere e lasciarlo a lato della strada?

Mai lo avrebbe fatto! Mio Dio che tragedia!  Doveva stare zitta e aspettare di arrivare dalla madre. L’idea di dover scaricare il cane morto la faceva rabbrividire: chiederò a mamma e Giulia di farlo per me. Poi si dovrà anche seppellirla….Pensava, ma dove? Nel giardino di mamma? ahimè, che disgrazia!

In compagnia di questo tumulto di pensieri continuava ad osservare Sassa che giaceva immobile con la testa sotto il sedile.

Viola pensava senza sosta alle conseguenze della morte di Sassa. Come l’avrebbe presa il figlio Carlo che le era cosí affezionato? Il cervello di Viola riusciva a creare solo immagini tragiche e lei era paralizzata dalla paura.

Finalmente arrivarono alla meta. Giulia e Carlo scesero dalla macchina ma Viola non si mosse. Guardò Giulia che la incitava a scendere e con le lacrime agli occhi le disse: Sassa è morta. Giulia la guardò fra spaventata e incredula perché contemporaneamente vide Sassa muoversi per uscire dall’odiata macchina. Viola, vedendo Sassa che usciva scodinzolando da sotto il sedile, fece un sobbalzo di sorpresa e poi pianse lacrime di gioia. Non é possibile, continuava a ripetere, non è possibile!

Giulia, dopo essersi ripresa da quella sconcertante scena, sgridò bonariamente

Viola per aver taciuto per tutte quelle ore e sofferto a causa di tutti i suoi pensieri drammatici.

Intanto Carlo, felice anche lui di essere arrivato dalla nonna, prese Sassa e insieme andarono a ispezionare il giardino.

Era la vigilia di Natale.

 

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Torboli Graziella

13 gennaio 2025

 

 

 

 

 

domenica 28 dicembre 2025

buon Anno

  

A tutti i miei lettori auguro un nuovo anno pieno di 

luce e serenita`!!!!!!!! 

 


 

giovedì 6 novembre 2025

La generosità

 La generosità

 

La generosità è una libertà acquisita che ci regala il piacere di donare, concedere, condividere,

che non include mai un tornaconto, ma solo un.......grazie.

 

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G. Torboli

Nov. 2025 

giovedì 7 agosto 2025

La Fiducia

 

La fiducia

 

La Fiducia è una perla rara che non si trova in mare.

Ma dove cercarla?

La Fiducia è una perla che nasce e brilla dentro di noi.

La perla che ci fa sorridere, amare e vivere.

Se questa meravigliosa perla non nasce o svanisce,

entriamo nel buio della diffidenza e dell’incredulità.

L’ignoranza e l’avidità del nostro tempo,

non considera tale gioiello

e noi tutti ne subiamo le tristi conseguenze.

 

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Graziella Torboli

6 agosto 2025

 

 

sabato 15 giugno 2024

La Vita e il tempo

 

La Vita e il tempo

 

La nostra Vita è limitata dal tempo. L’orologio, il calendario, sono gli strumenti per calcolare il tempo.

Perchè la nostra Vita è limitata dal tempo? Cos’è la Vita, cos’è il tempo ?

 

Il tempo è spazio. Avere tempo è una libertà  che ci permette di essere e non solo di fare.

Ogni essere sulla terra è Vita. Ognuno di questi esseri vive secondo  il suo Gene.  Le piante, gli animali e gli umani.

 

Come vivono le piante? Come vivono gli animali? Come viviamo noi?

Tutti viviamo per nutrirci , per procreare e lottiamo per sopravvivere.

 

Gli animali lo fanno, le piante pure, ma  noi cosa facciamo?

 

Cos' è  la  spiritualità che ci viene attribuita , che ci fa distinguere dagli altri esseri viventi e che ci fa sentire evoluti?

Dove è la nostra consapevolezza di essere, di vivere quello che siamo?

 

La Vita, come il tempo, sono difficili da definire. Anche la nostra Vita o il nostro passaggio su questo pianeta non sono facili da comprendere, anche se la scienza fa l’impossibile per scoprirlo.

 

Io mi chiedo: perchè corriamo senza sosta per accumulare beni materiali che non ci servono per vivere, ma solo per farci sentire forti, vincitori, importanti ecc.?

 

Vincitori di cosa? Avere più di quello che ci serve è una vincita? Ci fa sentire importanti ? Forti?

E´una vincita usare il nostro tempo per accumulare beni, anzichè prendersi il tempo per sentirsi vivi ? Per sentire la Vita ?

 

Tutti noi amiamo la Vita e vogliamo viverla il più a lungo possibile.

 

Ma c’è da chiedersi:  amiamo veramente la nostra Vita o solo quello che essa ci può fruttare,

fino a sfruttarla?

 

 

 

13 GIUGNO 2024

Graziella Torboli

sabato 4 maggio 2024

In alto

 

In alto

 

Lassu´nella volta celeste

Vola il mio spirito

A contar le stelle,

 

Volgo lo sguardo alla terra

Sempre piu´piccola,

Sempre piu´ invisibile,

Invisibile…

 

Brillan le stelle

Di sgargianti colori,

Son lontani gli umani,

Non parlano, non sorridono,

Non sparano.

 

Guardo le stelle

Ascolto il silenzio,

Lo spazio mi avvolge,

La vita mi sorride.

 

 

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Torboli Graziella

Maggio 2024

 

 

 

domenica 3 marzo 2024

Desiderio

Desiderio

 

Dimmi una parola,

fammi un cenno,

mi basta un fruscio,

Non sento parole

mi mancano,

Parole che svegliano il cuore,

che scuotono i sensi,

che sbocciano

come fiori a primavera.

Dove sono le parole?

Le cerco e non le trovo. 


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Graziella Torboli

3 marzo 2024